23 settembre 2018
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Napoli: intero reparto chiude per la festa del primario

L'episodio sarebbe avvenuto nella notte tra Venerdì e Sabato all'Ospedale del Mare

Vincenzo Persico
di Vincenzo Persico, il 10 Lug 2018 - 14:22
Napoli, Cronaca -

Uno scandalo sembra profilarsi sull’Unità operativa complessa di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale del Mare di Napoli dove, nella notte tra Venerdì e Sabato, si sarebbe verificata la chiusura dell’intero reparto per poter partecipare alla festa del nuovo primario, il dott. Francesco Pignatelli. A denunciare l’accaduto il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli il quale ha dichiarato di aver ricevuto delle segnalazioni in merito alla chiusura del reparto con conseguente “dimissione di tutti i pazienti per consentire a medici e infermieri di partecipare alla festa organizzata in un locale a Pozzuoli”(ANSA). Inoltre Borrelli, venuto a conoscenza del fatto, ha contattato il direttore dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, ed il direttore sanitario della struttura, Giuseppe Russo, per chiedere conferma sulla vicenda. Quest’ultimo, stando alle dichiarazioni di Borrelli, non avrebbe in alcun modo autorizzato la chiusura del reparto. Intanto dal direttore Florenza è stata disposta la sospensione cautelare del dott. Pignatelli ed un’ispezione da parte dei Nas che hanno acquisito documenti ed informazioni utili alle indagini al fine di fare chiarezza sull’accaduto.

A breve è prevista la visita del Ministro della Salute Giulia Grillo, che in una nota ha dichiarato : “Quando ho letto che un intero reparto era stato chiuso all’ospedale del Mare di Napoli per permettere al personale di partecipare al party organizzato dal nuovo primario per festeggiare l’incarico, per un attimo ho pensato che fosse una fake news. Poi ho scoperto che purtroppo sarebbe andata proprio così. Ho subito inviato i Nas e sto attivando anche le ispezioni del ministero tramite la direzione generale della programmazione. Anzi, domani andrò di persona a vedere. Vogliamo andare rapidamente in fondo a questa vicenda, come a tutti i casi che tolgono diritti e assistenza ai cittadini. Solo così restituiremo il prestigio che merita al Servizio sanitario nazionale e potremo difenderlo da chi ne mina la credibilità”.

Vincenzo Persico
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