23 settembre 2018
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Dimissioni e politici indagati dopo l’inchiesta di Fanpage, Regione Campania in tumulto

Dopo l'inchiesta di Fanpage sui rifiuti sono tanti i politici e i faccendieri che sono sotto la lente d'ingrandimento. Si sono dimessi Roberto De Luca e Biagio Iacolare, presidente della SMA

Vincenzo Persico
di Vincenzo Persico, il 21 Feb 2018 - 13:59
Cronaca -

Un vero e proprio polverone si è alzato dopo che il quotidiano online Fanpage ha pubblicato un’inchiesta relativa ad un presunto sistema di corruzione e tangenti nel settore dei rifiuti in Campania in cui sarebbero coinvolti diversi amministratori locali tra cui Roberto De Luca, figlio del governatore della Regione Vincenzo De Luca ed assessore al bilancio del Comune di Salerno. Nunzio Perrella, un ex camorrista e collaboratore di giustizia, fingendosi imprenditore ha contattato diversi esponenti politici proponendo tangenti in cambio di appalti mentre un reporter con telecamera nascosta riprendeva il tutto. La situazione è delicata ed è per questo che gli inquirenti della Procura di Napoli hanno acquisito tutto il materiale per esaminare i video che in tutto sono 7, per un totale di 900 ore di immagini. Nel frattempo l’abitazione di De Luca jr e di altri indagati sono state perquisite mentre il direttore di Fanpage, Francesco Piccinini, ed il reporter Sasha Biazzo sono i due giornalisti indagati.

La vicenda ha avuto, come prevedibile, un importante riflesso nel mondo della politica soprattutto dopo che una cronista di Fanpage, Gaia Bozza, presente ad un comizio Pd a Salerno dove erano presenti Vincenzo De Luca insieme a suoi due figli Piero, candidato alla Camera dei Deputati, e Roberto, dimessosi proprio in questi giorni dal suo incarico di assessore, sarebbe stata pesantemente insultata e aggredita mentre tentava di fare alcune domande sulla vicenda a Roberto De Luca. Solidarietà alla giornalista è stata espressa dal candidato premier del M5S che attraverso Twitter scrive “Tutta la mia solidarietà a Gaia Bozza, giornalista di Fanpage aggredita mentre faceva il suo lavoro al comizio Pd per Piero De Luca. Son nati comunisti e stanno morendo squadristi. I giornalisti di Fanpage non sono soli: gli italiani hanno bisogno di inchieste come le vostre”. Pronta è arrivata la risposta di Piero De Luca che attraverso una nota ribadisce “Noi siamo abituati non a parlare contro qualcuno, ma a parlare di qualcosa. Abbiamo programmi, idee e progetti da portare avanti perchè crediamo che il Paese meriti il nostro impegno. Il lavoro, la sicurezza, la scuola e l’università, i diritti delle donne e delle famiglie, sono le priorità del nostro programma e su questi temi, ribadiamo, sono pronto in qualunque momento ad un confronto serio e puntuale con l’on. Di Maio”. Botta e risposta anche tra Renzi e Di Maio con il primo che, intervenuto alla trasmissione “In ½ ora in più”, auspicando una querela da parte di De Luca jr, accusa il candidato premier del M5S di essersi buttato sulla prima inchiesta e il secondo che paragona il segretario dem al presidente turco Erdogan.

L’inchiesta ha tirato in ballo la SMA, la Società Regionale per l’Ambiente della Regione Campania, il cui presidente, Biagio Iacolare, si è dimesso dopo essere stato citato e ripreso nell’inchiesta. La vicenda è in continua evoluzione e questi giorni di campagna elettorale di certo non aiuteranno a placare i toni.

Vincenzo Persico
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