19 agosto 2018
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[FOTO] Tra disabilità e comunicazione: focus al Sant’Agnello di Nola

Si è tenuto all'Istituto Sant'Agnello di Nola il seminario Camminando Insieme sulle disabilità e l'importanza della comunicazione

Nello Cassese
di Nello Cassese, il 6 Feb 2018 - 21:20
Nola, Eventi -

Ascoltare, entrare in contatto, aiutare e dare sostegno. Cosa rappresenta l’assistenza sanitaria? Cosa significa dare sostegno a chi ha disabilità? Quanto sono importanti la comunicazione e la formazione? Di tutto questo si è parlato durante il seminario “Camminando Insieme” all’ Istituto di formazione professionale Sant’Agnello di Nola. Davanti ad una platea di 50 interessati e discenti, i relatori hanno con passione e trasporto raccontato esperienze personali e discusso di argomenti riguardo la disabilità e l’assistenza. Una mattinata di vera comunicazione e condivisione, un focus senza giudizi sulle persone con disabilità e sulla bellezza della condivisione, oltre che sull’importanza della formazione.

Dopo i saluti della direttrice dell’Istituto, Filomena Martino, la quale ha sottolineato l’importanza della comunicazione, dell’empatia e della formazione in ruoli così delicati, sono intervenuti il dott. Felice Scaglione, direttore tecnico organizzativo dell’AIAS sez.di Nola, la dott.ssa Nancy Cesarano, psicologa e coordinatrice dell’Istituto Sant’Agnello, la dott.ssa Antonietta Paolino, commercialista ed esperta di progettazione sociale, Roberta Strobbe, counselor relazionale, Giovanni De Luca, presidente UILDM sez. di Cicciano.

“Seguire un corso di formazione non deve essere solo un impegno finalizzato al conseguimento di un attestato cartaceo, deve essere invece un percorso, sia di approfondimento che di formazione – ha affermato la dott.ssa Nancy Cesarano – Il seminario si intitola Camminando Insieme. Ecco, comunicare non è semplice, per comunicare con l’altro bisogna emozionarsi, entrare in contatto empaticamente e profondamente con chi ci sta di fronte.”

Ha preso poi parola il dott. Felice Scaglione, il quale ha fatto una panoramica sull’assistenza alle persone con disabilità: “A chi deve rivolgersi una persona con disabilità per un percorso di attività? Lo Stato deve garantire un minimo di servizio sanitario di cui loro hanno diritto, stiamo parlando del LEA. Esistono però anche degli interventi domiciliari, come l’ADI ed il SAD, ma anche altri interventi collegati alla tecnologia. Prendiamo ad esempio il telesoccorso-telecontrollo. Io sono anche esperto programmazione sociale e sociosanitaria per l’Ambito N23, con loro stiamo portando avanti delle attività innovative in materia di assistenza sanitaria. Uno di questi progetti riguarda proprio il telesoccorso, un’iniziativa pilota di assistenza e ricerca che coinvolge i comuni di Casamarciano e Carbonara, oltre ad un’azienda farmaceutica. Bisogna ricordare che ci sono anche altri tipi di servizi di assistenza, quelli in loco. Ne sono esempi i centri diurni, i semi convitti, l’RSA, l’Hospice. La Regione Campania ha impiegato quasi 12 anni per recepire una legge del 2000, la 328, che parlava di completa integrazione per le persone con disabilità, con alla base un progetto individualizzato e personalizzato. Sempre noi dell’Ambito abbiamo portato avanti un altro progetto innovativo, un progetto sperimentale in materia di vita indipendente. In poche parole vogliamo permettere ai pazienti di progettare il proprio piano individualizzato, chi meglio di loro conosce le proprie esigenze? Abbiamo partecipato già ad alcuni bandi ed abbiamo dato possibilità a diverse persone con disabilità di beneficiare dei nostri progetti in materia.

Sono contento di essere qui oggi – ha detto Giovanni De Luca della UILDMLa formazione è importante, voi operatori siete il futuro. Dobbiamo essere tutti portatori sani di buone azioni. L’anno scorso ebbi un incidente con la sedia a rotelle, ma in quel momento ho capito l’importanza del termine resilienza, il bello di guardare il lato positivo delle cose. La persona con disabilità è stufa di essere interessata solo al lato sanitario , vuole vivere e godere del territorio. Questo deve essere però fruibile ed accessibile. La comunicazione è importante, è questo che è al centro, bisogna ascoltare e cercare sempre nuove soluzioni per migliorare la vita delle persone con disabilità.”

All’interno del mio lavoro ci tengo che ci siano persone che abbiano una forte componente empatica – ha affermato la counselor toscana Roberta StrobbeOggi, nella nostra società, siamo spinti ad avere rapporti di conoscenza superficiali. Solo la comunicazione profonda ci mette in contatto con l’altro, solo così si sentirà accolto e non giudicato. Non c’è differenza tra persone con disabilità e persone che non ne soffrono.

Il mio primo lavoro è quello di commercialista, ma da anni mi sono avvicinato al mondo sanitario – ha dichiarato la dott.ssa Antonietta PaolinoAnni fa feci un’esperienza in un’azienda sanitaria , questo settore mi affascinò e presi un master in management sanitario. Anni dopo creai una mia cooperativa sociale, pioniera nel settore dell’assistenza domiciliare. Facemmo infatti partire un progetto pilota per l’assistenza h24 con turnazione. Il lavoro all’inizio fu massacrante, soprattutto perchè dovemmo sfatare molti tabù culturali. Sono esperta in progettazione sociale, aiuto quindi i soggetti del terzo settore a presentare i bandi. Seppur non producano profitti, ritengo che il soggetti del terzo settore debbano essere gestiti come imprese.”

Nello Cassese
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